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Progetti internazionali

Una comunità che non sostiene i propri artisti sacrifica l'immaginazione sull'altare della cruda realtà, rischiando di coltivare sogni senza valore - Yann Martel

... e noi crediamo ai nostri sogni.
Ed è solo mettendo insieme i sogni con la passione e con l’amore che riusciamo a concepire e poi a realizzare progetti che sembravano impossibili.
Così sono nati quelli per il Brasile, voluti dall’amore per quel paese di Cinzia e Carmen e sposati in piena fiducia da tutta la Compagnia.
E siccome a noi piace superare costantemente i nostri limiti, siamo andati con uno spettacolo recitato totalmente in lingua portoghese. Lo spettacolo “Stravaganza” non è un testo facile, neanche in italiano. La drammaturgia è di Dacia Maraini, il testo, in battuta per un’ora e mezza, ha rappresentato una bella sfida per tutti.
E così “Stravaganza” è diventato “Extravȃgancia” e il pubblico brasiliano ha premiato i nostri sforzi con la sua calorosa presenza e grande curiosità di fronte ad una Compagnia di matti in giro, dall’altra parte dell’oceano, senza un operatore o un infermiere.
Ma anche l’Italia ha riconosciuto e premiato il nostro lavoro.
Abbiamo ricevuto la Medaglia al Merito nel Campo delle Arti, della Cultura e dello Spettacolo (nella Tournée Brasile 2010); e il Patrocinio della Commissione Italiana per l’UNESCO nella “Tournée Brasile 2011”.
Da quelle esperienze si sono attivati rapporti di cooperazione e collaborazione con istituzioni regionali e nazionali brasiliane che lavorano nell’ambito della salute mentale con le quali successivamente abbiamo elaborato un progetto di cooperazione allo sviluppo dal titolo “L’Arte della Follia”.
Ed ancora una volta si dimostra ciò che tutti sappiamo teoricamente e cioè come la condivisione di un’esperienza eccezionale, la complicità, lo scambio, la convivenza, le relazioni interpersonali, l’apertura verso un’altra cultura, lingua, modi di vivere, mangiare,…..facciano bene!
A tutti!
E quindi anche a noi.

Progetti in Brasile

2012/2013
L’arte della follia - Progetto di Cooperazione allo Sviluppo – Italia/Brasile
Il progetto si è realizzato attraverso una Residenza Artistica dentro l’Ospedale Psichiatrico São Pedro di Porto Alegre, capitale dello Stato del Rio Grande do Sul, con il coinvolgimento di artisti, musicisti, matt-attori, operatori e pazienti psichiatrici italiani e brasiliani. La residenza artistica ha prodotto lo spettacolo teatrale “Azul como a Liberdade” agito dai soggetti di entrambi i paesi, che ha dovuto moltiplicare le replica per la grande affluenza di pubblico.
Il progetto ha previsto, inoltre, la formazione di personale socio sanitario che lavorano presso i Centri di Salute Mentale di Porto Alegre, attraverso l’assunzione di competenze teatrali specifiche (durante il laboratorio) per continuare, a conclusione del progetto, percorsi terapeutici destinati ad utenti di strutture di aiuto psico-sociale.
Il progetto artistico e culturale ha partecipato al processo di trasformazione in atto, come uno degli strumenti per dar risonanza sulla visione della salute mentale emancipata e contro le dinamiche delle esclusioni sociali.
Per la prima volta in assoluto è stato permesso ad un gruppo straniero di realizzare un progetto utilizzando spazi interni all’Ospedale Psichiatrico São Pedro e di conseguenza di conoscere da vicino la realtà ospedaliera. Siamo stati osservati con curiosità, ma anche con iniziale diffidenza da parte dell’istituzione, finché non siamo arrivati al prodotto finale.
Al laboratorio hanno partecipato persone con anni di istituzionalizzazione, persone con ripetute esperienze di elettroshock, persone fortemente deteriorate sia nel fisico che nella psiche, e anche un ragazzo che arrivava direttamente dall’ospedale psichiatrico giudiziario. Queste persone non hanno perso un giorno di laboratorio e con alcuni si è gridato al miracolo. Chi non parlava da anni ha cominciato a parlare, chi non desiderava muoversi ha cominciato a fare esercizi fisici; sono affiorate storie di vite tragiche e commoventi. Ciò che ha permesso tutto questo è stato il clima sereno, l’attenzione che ognuno a ricevuto, l’assenza di giudizio e l’affetto che ognuno ha avuto nei confronti dell’altro.
L’esperienza che si stava vivendo, dopo circa un mese, ha cominciato a varcare i confini dell’Ospedale e quindi sono arrivati gli studenti universitari desiderosi di conoscere da vicino ciò che stava accadendo. A quel punto abbiamo cominciato a ricevere proposte di incontri nelle Università per raccontare l’esperienza della nostra Compagnia e la storia del processo di deistituzionalizzazione in Italia.
Durante i tre mesi di residenza artistica, sono state realizzate le riprese video a cura di Mirela Kruel e Karine Emerich per il film-documentario “L’Arte della Follia”.

Prodotto da: Regione Friuli Venezia Giulia – servizio relazioni internazionali e comunitarie e Secretaria Estadual da Saúde do Rio Grande do Sul.
Partner di progetto: Regione Emilia Romagna, Provincia di Rimini, CoPerSaMM Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia, Teatro Stabile del FVG, Dipartimento di Salute Mentale (TS), Comune di Trieste, Associazione di Promozione Sociale Velemir Accademia.

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2011
Extravȃgancia - tournée in Brasile 2011
“Quando il mio uomo di plastica ha già sotterrato tutta la sua vitalità e onestà, ecco che all'orizzonte appare un arcobaleno di possibilità: Mister Brasile
Salute, sogno, spazio, sensualità, sensibilità, simpatia, tecnica, bellezza.
Materiali umani che nelle mie antiche e nobili latitudini europee sono scomparse.”

C. Misculin
Possiamo affermare, senz’ombra di dubbio, che si è trattato di una grande ed impegnativa tournée. Abbiamo attraversato 7 Stati percorrendo 6.415 chilometri nel territorio brasiliano, fermandoci in 9 città, realizzando 15 repliche dello spettacolo e un laboratorio teatrale. Il tutto in 45 giorni.
E’ stato faticoso ma entusiasmante. L’intensità dei rapporti umani che tale lavoro ha prodotto, la vivacità culturale che caratterizza il Brasile, e l’impegno di ogni singolo soggetto, è ciò che ci ha permesso di superare i momenti difficili e di stanchezza, grazie alla pazienza di tutti e agli sforzi di coloro che ci sono stati vicini.
Siamo andati in scena a: Brasilia, Aracaju, São Paulo, São Bernardo do Campo, Porto Alégre, São Leopoldo, Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Ouro Preto.

Partner sostenitori: (Italia) Ministero per i beni e le attività culturali, Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro e São Paolo, Ambasciata d’Italia Brasilia, Consolato Italiano di Belo Horizonte, Regione Emilia Romagna, Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, AUSL di Ferrara, Il Rossetti - Teatro Stabile del FVG, Fondazione Franca e Franco Basaglia. (Brasile) Conselho Federal de Psicologia del Brasile, Conselho Regional de Psicologia di (Brasilia, Sergipe, Rio Grande do Sul, Rio de Janeiro, Minas Gerais), Secretaria de Estado da Saúde de Sergipe, Secretaria de Estado da Saúde SBC-SP, Secretaria Estadual de Saúde RS, Associação de Apoio Social “Laço”, Universidade Federal de Ouro Preto, Forum Democratico.
Col Patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per L’UNESCO.

Video Report
Locandina Tournée

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2010
Extravagȃncia - tournée in Brasile 2010
La nostra prima tournée in Brasile. Con questo progetto l’Accademia della Follia ha espanso i propri confini (geografici e culturali), investigando le possibilità di un paese “giovane” come il Brasile e diffondendo il seme sano della follia.
Realizzata dal 21 novembre al 14 dicembre 2010 ha replicato 6 volte riscuotendo enorme successo a: Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Salvador, Fortaleza, Quixadà.
A Salvador (Bahia) siamo andati in diretta e in collegamento radiofonico nel programma “La Terra è Blu”, condotto da Massimo Cirri e Sara Zambotti, sulle frequenze di Radio Popolare Network di Milano.

Il progetto è stato premiato con Medaglia al Merito nel Campo delle Arti, della Cultura e dello Spettacolo, dal Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.
Coprodotto con: Il Rossetti – Teatro Stabile del FVG.
Partner: (Italia) Provincia di Rimini – Servizi Sociali, Dipartimento di Salute Mentale di Trieste. (Brasile) Fundação Osvaldo Cruz – FIOCRUZ, Laboratório de Estudos e Pesquisas em Saúde Mental, Secretaria Municipal de Saúde de Belo Horizonte, Consolato d’Italia di Belo Horizonte, Associação Ponte entre Culturas-MG, Secretaria Estadual de Saúde da Bahia, Secretaria Municipal de Saúde – Salvador, Associação Psiquiátrica da Bahia, Aliança de Redução de Danos Fátima Cavalcanti (UFBA) Residência Multiprofissional em Saúde Mental do ISC (UFBA), Instituto Dr. Vandick Ponte - Centro de Atenção Psicossocial, CAPS de Quixadá, Prefeitura Municipal de Quixadá - Secretaria de Saúde do Município de Quixadá.
Con il Patrocinio di: Comune di Trieste, Fondazione Franca e franco Basaglia.

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Locandina Tournée


Progetti in Francia

A Parigi, nel 2011, abbiamo presentato lo spettacolo “La Luce Di Dentro. Viva Franco Basaglia” recitato in francese, nell’ambito della manifestazione “Rencontres Européennes avec le Futur Composé”, con la partecipazione della Francia, l’Italia, il Belgio, il Portogallo, la Croazia, la Spagna.

Tratto dall’articolo “La Luce di Dentro. Viva Basaglia” di Cinzia Crosali (psicologa clinica e psicanalista)
FOCUS - Société, politique, culture italiennes vues d’ailleurs – décembre 2011.
…Le parole di Basaglia: “…la follia è una condizione umana. La follia esiste e è presente in tutti noi come la ragione” hanno preso corpo e vita nel racconto e nell’interpretazione coinvolgente della compagnia triestina. …. Gli anni della rivoluzione basagliana sono quelli in cui mi sono formata come psicologa; sono gli anni in cui ho mosso i primi passi nella pratica clinica. Non posso dimenticare l’entusiasmo che animava allora la ricerca, l’effervescenza dell’invenzione, la voglia di sperimentare un modo nuovo di considerare la malattia mentale, un modo orientato al rispetto e alla dignità della persona…. “L’Accademia della Follia” ha rimesso in scena questo entusiasmo, questa passione che attraversa la medicina, la clinica psichiatrica, l’educazione, il lavoro sociale, ogni volta che la persona è al centro della relazione e diventa protagonista del suo processo di costruzione. E’ così che il discorso di Claudio Misculin, grande attore dalla fisicità dirompente, ha potuto trovare un senso, nonostante o grazie ai toni provocatori, nel dibattito che si è svolto alla fine dello spettacolo. Fanno riflettere e sono scomode le sue parole quando dice che l’uso del teatro in psichiatria deve essere sovvertito: “Non pensiamo che il teatro sia da portare avanti come una soluzione terapeutica, ma, crediamo sia più interessante usare il teatro per insegnare la follia alla normalità. E’ la normalità ad essere mostruosa”. Formulazioni certamente provocatorie, ma che acquistano un significato se inserite nella continuità della rivoluzione basagliana. Che cosa resta oggi di questa rivoluzione? Qual è la sua attualità?... Oggi non occorre essere malati psichiatrici per vivere l'esclusione sociale, è sufficiente non far parte della politica del mercato, non produrre, non consumare , nel modo previsto dall’organizzazione sociale per essere stigmatizzati…
…Lo spettacolo dell'Accademia della Follia, non è per niente una nostalgica celebrazione di antiche battaglie. Esso veicola un messaggio attuale, fatto di denuncia e di speranza, un messaggio che investe il mondo politico e culturale; e lo fa con una bravura scenica straordinaria, con un talento artistico che è particolare per ognuno degli attori della compagnia. La loro ricetta è fatta di semplicità, di poesia, del linguaggio del corpo e della voce; un linguaggio che proprio grazie ai suoi tentennamenti, ai movimenti non catalogati, ai debordamenti e alle singolarità, riesce a produrre emozioni inattese nello spettatore.”


Progetti in Argentina

A Rio Tersero in Cordoba, nel 2006, abbiamo presentato lo spettacolo “Dott. Semmelweis”, recitato in spagnolo nel “ 9° Festival y Congreso Latinoamericano des Artistas Internados y Externados de Hospitales Psichiatricas – una Puerta a la Libertad”.

Tratto dall’articolo “L’Accademia della Follia va in Argentina” a cura di Valentina Sussi
Magazine L’Arca di Noè – 22 agosto 2006
“…I matt-attori vanno in Argentina per partecipare insieme ad altre 29 gruppi provenienti da ogni parte del globo al Festival di Rio Tersero. Per interessare il gruppo triestino alla manifestazione, il direttore sudamericano ha fatto un viaggio fino a Trieste dove ha incontrato Claudio Misculin (direttore/fondatore dell’Accademia), Franco Rotelli (Direttore Generale della Sanità Triestina) e Angelina Pianca (Direttrice del 3° Distretto/Microaree). In quella sede è stato deciso che in Argentina l’Accademia presenterà lo spettacolo “Dottor Semmelweis”. Ma quali sono i motivi che li spingono ad affrontare un’avventura così impegnativa? Innanzitutto la sfida. Sfida ai rigidi schemi dell’organizzazione sanitaria, ricordiamo che la maggioranza delle persone del gruppo sono utenti dei centri, o della Clinica Psichiatrica, o del SERT; richiamiamo alla memoria anche che nel gruppo non c’è uno straccio di psichiatra o psicologo, e neanche un infermiere; questo significa che i nostri matt-attori si autogestiscono in toto, dalle dosi delle pillole, alla regolazione del metabolismo (un viaggio intercontinentale del genere sballerebbe anche l’organismo più regolare). Secondariamente è anche una sfida culturale. In Italia e in Europa l’Accademia gode di un grande successo, però seppur nelle varie differenze, la cultura psichiatrica europea ha un suo segno comune. E oltre oceano? Lo sapremo ben presto. Comunque, per aver maggiori possibilità d’incontro, di comunicazione, di successo, i triestini hanno scelto di narrare la storia di un ungherese in lingua spagnola, che è la lingua parlata in Argentina. Lo sforzo di tradurre tutta la prosa in spagnolo è stato grande …come anche impararlo a memoria… ma ciò risponde all’esigenza di continuare a lavorare-elaborare in continuazione per rispondere positivamente e costruttivamente alla nostra diversa natura, anche se ciò non è richiesto dal mercato o da altre convenienze: non c’entra niente col teatro-terapia, assomiglia piuttosto alla descrizione di matto che fa Giuliano Spazzali: Matto è colui che corre, ma non sa dove”.

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