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Laboratori teatrali

"... perché prima quelli che erano qui pregavano di morire, ma non c’era niente da fare perché si trovavano chiusi qui dentro e non avevano nessuna speranza di uscire”
da L’Istituzione Negata a cura di F. Basaglia


Poi un gran movimento di rottura e civiltà culminato nell’entrata in vigore della L. 180 e dopo pochi mesi della L. 833 sancisce che l’immagine della follia fino ad allora comunemente accettata è profondamente sbagliata e che il problema della malattia mentale è di tutta la società, che in quel modo interpreta e qualifica chi è percepito come diverso.
L’arte teatrale, come espressività di emozioni complesse ed integrate nella parola e nel corpo, è parte direttamente coinvolta in quella rottura ed in seguito nel difficile percorso per tenere vivo il senso profondo di quel cambiamento. Tutti coloro che allora e da allora hanno sperimentato il fecondo senso di eticità libera che quel movimento ha innescato hanno anche colto nel fare teatro un potente veicolo comunicativo di forza e di guarigione.
…di speranza di uscire perché c’è sempre un …chiusi qui dentro ed una legge centottanta da applicare.
(da Trent’anni di centottanta a cura di Elena Bruni)

“Io ricostruisco, su macerie umane, per ricomporle in soggetti a minor sofferenza, ma non per consegnarli (questi rielaborati di macerie) alla norma che me li ha macellati.
Il mio lavoro consiste nel ricomporre uomini dai loro frammenti, per poi reinserirli in una realtà modificata, ovvero inserirli in una realtà “normale e civile” che offra, però, una valenza anche alla innegabile e non plasmabile diversità del soggetto (che perdura anche dopo la cura).
Quindi a questo punto si è capito bene, io faccio teatro per far star bene me, innanzitutto, e quelli che mi accompagnano, in secondo luogo; infine, solo in terza battuta, nel momento spettacolare, mi occupo degli “altri”, cioè del pubblico.”
Claudio Misculin



Laboratori

Dipartimento di Salute Mentale, Trieste
L’inizio dell’attività del Laboratorio di Artigianato Teatrale parte dal lontano 1983 e coincide con la storia della deistituzionalizzazione psichiatrica triestina e la storia personale di Claudio Misculin e continua fino ad oggi senza soluzione di continuità.
Nel 1983 muore Velemir Dugina, genio musicale triestino, amico e collaboratore di Claudio. Questo avvenimento lo segna profondamente, all’amico scomparso viene dedicato il primo Laboratorio di Artigianato Teatrale “Velemir Dugina” che da inizio alla collaborazione con i Centri di Salute Mentale di Trieste.

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Dipartimento di Salute Mentale, Ferrara
Dal 2004 al 2011 l’Accademia della Follia ha collaborato con il Dipartimento di Salute Mentale di Ferrara alla realizzazione di laboratoriali di teatro, produzione di spettacoli e produzione di cortometraggi e video.
Negli otto anni di lavoro insieme altre istituzioni del territorio hanno aderito e sostenuto i progetti proposti, quali: Regione Emilia Romagna, Provincia di Ferrara, Comune di Ferrara, Università degli Studi di Ferrara, Comune di Cento, Comune di Comacchio, Fondazione Carife, Centro Diurno Maccacaro.
Tutto inizia nel 2004 con la partecipazione del DSM di Ferrara al progetto Matintour - “tournée terapeutica” per protagonisti e spettatori. In quel contesto accade uno degli eventi più belli nella storia della nostra Compagnia: Gabriele Palmano, detto Chiarly (attore veterano dell’Accademia), incontra la ferrarese Donatella Di Gilio, scoppia l’amore e un anno dopo si sposano. Da allora vivono felicemente insieme a Trieste, entrambi attori dell’Accademia.
Da questo primo approccio inizia un rapporto basato sulla stima e sulla fiducia tra l’Accademia della Follia e la Direttrice di Dipartimento dott.ssa Elena Bruni e la responsabile del Centro Diurno Maccacaro, dott.ssa Francesca Cigala. Cominceranno anni di collaborazione e di grande soddisfazione per tutti.
Sottolineiamo la professionalità, l’umanità e la disponibilità degli operatori, delle operatrici e delle infermiere del Dipartimento di Ferrara che hanno preso parte ai progetti, sostenendo, sempre, con grande entusiasmo e impegno, i mattattori che vi hanno partecipato.

Spettacoli teatrali

“Mattbeth” (2006); “La Vita è Sonno” (2007); “Nel Confine – in ricordo di Giulio Alfredo Maccacaro” (2008) - che ha partecipato alla rassegna Movimenti – I Teatri della Salute; “Alda Merini - Donne allo Specchio” (2010).

Cortometraggi e video

Anime in Fiamme - diario video di un progetto teatrale(2a parte) (2005); Maccacaro, dove sei? (2009); Alda Merini - Donne allo specchio (2011).
Le produzioni video sono sempre state accolte dall’emittente Telestense che ha promosso anche il cortometraggio Presentazione con interviste della Rassegna DanzalaFollia a Ferrara (2006).


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C.R.T. di via Bel Giardino, Cremona
L’esperienza con il C.R.T. di Cremona è stata una delle più importanti della nostra carriera.
Tutto ha inizio nel 1993 quando l’Amministrazione Provinciale di Cremona, in collaborazione con la U.S.S.L. 23, e con la consulenza di Claudio Bernardi (coordinatore di progetti di teatro scuola e teatro sociale per la Provincia) promuove e patrocina un Laboratorio Teatrale, condotto da Claudio Misculin e Angela Pianca, rivolto agli operatori delle strutture psichiatriche di Cremona e del C.R.T. di Via Bel Giardino, che si concluderà con la performance teatrale “Luride Creature”.

Da questo primo approccio si continua a lavorare coinvolgendo oltre gli operatori, anche gli utenti del C.R.T. di Cremona e alcuni pazienti dell’Istituto Psichiatrico di Sospiro, realizzando la spettacolazione “Passaggi e Paesaggi” (1994).
Nel 1995, l’Amministrazione Provinciale organizza, presso la Sala Rodi, il convegno “EMOZIONI – Riti teatrali nelle situazioni a margine” a cura di Claudio Bernardi. Di sera va in scena presso il Palazzo Cittanova lo spettacolo “Mattatoio – La bell’epoca del Massacro Taciturno e Distante”, per la regia di Claudio Misculin. Lo spettacolo incarna nel corpo-voce i testi e le poesie di Giancarlo Majorino e altri matt-poeti di diversa provenienza.
In ottobre dello stesso anno, l’Accademia della Follia di Cremona partecipa al Convegno “Primo Movimento” e al raduno delle Accademie a Trieste, workshop in progress di 10 giorni, che termina con l’evento teatrale “STORIA DI AUGUSTA”.

Nel 1996 si costituisce ufficialmente a Cremona l’Associazione “L’Ampolla - Accademia della Follia”.

La ricerca continua nell’identificazione di nuove strade terapeutiche capaci di creare una comunità di soggetti (operatori, pazienti, individui), dotati di strumenti efficaci per il superamento del pregiudizio stigmatizzante dell’altro inteso come “diverso”.
Si culmina con il “Progetto Crucifige”, laboratorio teatrale, finalizzato alla realizzazione dell’omonimo spettacolo, con la consulenza di Claudio Bernardi e la drammaturgia di Nicola Arrigoni e Carla Bino. Lo spettacolo verrà rappresentato in vari teatri italiani fino al 1998 quando si realizza la fiction CRUCIFIGE per la regia di Fabrizio Lazzaretti e Alberto Vendemmiati, che andrà in onda, in ottobre, su Rai 3 in “Report” di Milena Gabanelli.
Nel 1999 l’Accademia della Follia di Cremona partecipa al film, prodotto dalle Accademie della Follia, “MATTBETH”, girato a Cagli (FN), Montescudo (RN) ed Ex O.P.P. (TS), realizzando inoltre parte della scenografia ed oggettistica necessaria.

Tutto ciò che è stato costruito negli anni presso il C.R.T. di Cremona lo si deve all’impegno, alla costanza e alla forza di Federica Cervini, operatrice e presidente di “L’Ampolla – Accademia della Follia”.

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Casa Circondariale, Trieste
Esperienze di laboratorio teatrale – spettacoli - video.
Dal 1985, ogni anno, l’Accademia della Follia, realizza Laboratori Teatrali all’interno della Casa Circondariale di Trieste e Gorizia con produzioni di spettacoli, video, spot pubblicità progresso, film, radiodrammi.

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ENAIP, Friuli Venezia Giulia
Presso l’ENAIP di Trieste per alcuni anni Claudio Misculin ha tenuto corsi di formazione per operatori sociali e soggetti istituzionalizzati denominati: Laboratorio di tecniche, discipline e tecnologie della comunicazione teatrale.
L’obiettivo è quello di ricostruire e consentire l’espressione e la crescita dell’identità dei partecipanti, attraverso l’acquisizione di strumenti, metodologie, risorse, saperi, schemi di lettura del reale, pratiche della comunicazione per recuperare la memoria, i ricordi e le storie.
Valorizzare questo patrimonio soggettivo e collettivo, superando il concetto dell’ animazione come mero intrattenimento.

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Cooperativa Edith Stein, Rimini
Nel 1992 inizia la collaborazione con la Comunità terapeutica “Edith Stein” diretta da Don Pier Alberto Sancisi. Gli ospiti della cooperativa guidati da Claudio Misculin e Oriana Borinato metteranno in scena “Bordertrain” sui temi della malattia psichica, della droga e della delinquenza. La scenografia è approntata dal gruppo stesso che sotto la guida di Angela Gatti, costruisce otto metri di rotaie su cui poggia un ipotetico vagone sui quali si intrecciano le riflessioni dei protagonisti, l’apparire e l’essere delle persone, divisi in due categorie: i matti e i normali.

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Scuole
Benché i laboratori nelle scuole Medie Superiori non rappresentino la nostra attività principale, ogni qualvolta sia stato possibile abbiamo rappresentato i nostri spettacoli, in matinée dedicati agli studenti.
Ma una scuola in particolare ci rimasta nel cuore: il Liceo Socio-Psico-Pedagogico “Carlo Sigonio” di Modena. Lì grazie alla professoressa Cristina Nocetti, alla sua energia, simpatia ma soprattutto al suo grande amore per i ragazzi, abbiamo lavorato qualche anno, conducendo laboratori teatrali che infine hanno prodotto lo spettacolo “Le passioni negate” con i testi di Alda Merini.

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Suzzara
Intorno alla metà degli anni novanta, veniamo invitati a tenere spettacoli e laboratori di artigianato teatrale nell’ambito di un progetto sulla diversità, proposto e organizzato dagli operatori del C.S.E. e rivolto alle scuole superiori.
Si forma un gruppo misto: operatori, studenti, ospiti del C.S.E.
Il gruppo si consolida con prospettive di lavoro continuativo fino alla messa in scena dello spettacolo: La Crepa nel Cuore.
Successivamente la collaborazione continua in un progetto rivolto ai giovani del territorio. L’intento si colloca nell’ampio discorso del recupero dei valori, investimento di risorse e intelligenze, modifica della cultura, costruzioni di ambiti, arricchimento di strumenti e linguaggi per le nuove generazioni.


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